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Al Job Village 2004 i risultati di tre indagini sul lavoro in provincia di Teramo

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ultima modifica 05/04/2025 01:27

Pubblicate tre indagini su occupazione al femminile, lavoro e competenze in provincia e sul mercato del lavoro...

Conoscere le opportunità e i limiti del mercato del lavoro della provincia di Teramo. E' stato il tema di uno dei convegni del Job Village, la fiera del lavoro in programma a Teramo dal 22 al 25 aprile 2004. Nel corso dell'incontro sono state presentate tre ricerche su occupazione al femminile, lavoro e competenze in provincia e sul mercato del lavoro, che possono essere scaricate in allegato. Le ricerche sono state elaborate dalle società Selfor, Arkè, ed Ergon Sistemi.
"Per organizzare i Servizi per l'Impiego", afferma Antonio Flamminj, dirigente del Settore Politiche del Lavoro della Provincia, "ci siamo mossi su tre direttrici: formare il personale, fornire gli uffici di infrastrutture e studiare il territorio. Questo è un passaggio fondamentale per fare incrociare domanda e offerta. Dobbiamo studiare la domanda per capire quali opportunità lavorative ci sono e in quali settori fare formazione".
Poca formazione professionale, bassa remunerazione e marginalità delle donne sul lavoro. Per quanto riguarda la formazione non c'è corrispondenza tra competenze richieste dalle imprese e quelle possedute dalle persone in cerca di occupazione. L'investimento in formazione, molto limitato sia nel pubblico che nel privato, è la causa principale della difficoltà che la domanda e l'offerta di lavoro hanno ad incontrarsi. La maggior parte delle persone intervistate ha dichiarato che i corsi di formazione seguiti non hanno contribuito ad accrescere la loro occupabilità. Nel 60% dei casi le richieste di assunzione riguardano posti per i quali è richiesta la licenzia media. La maggioranza delle persone intervistate considera tali proposte non in linea con la propria formazione e le proprie aspirazioni professionali.
Un altro elemento da considerare è che molti disoccupati, più del 50%, preferiscono non lavorare se si prospetta loro una bassa remunerazione.
Sul fronte femminile, invece, le lavoratrici avvertono, principalmente la difficoltà di conciliare lavoro con le esigenze personali, l'inadeguato riconoscimento economico, la mancanza di flessibilità sul lavoro sia in termini di utilizzo del tempo che di rotazione delle mansioni. Altro aspetto da non sottovalutare riguarda il bisogno di acquisizione di nuove competenze professionali legate alla loro attività, dichiarate attraverso la mancanza di opportunità fornite loro dall'azienda. Per la maggior parte delle intervistate non si intravedono prospettive di sviluppo professionale nelle rispettive realtà aziendali.

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