Approvata all'unanimità la richiesta dello Stato di emergenza: 40 milioni di danni oltre 600 interventi
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- ultima modifica 07/03/2011 20:55
Il Consiglio vota anche l’acquisto delle quote private della Gran Sasso teramano spa per accedere ai finanziamenti del Fas per la cabinovia di Prati di Tivo
L’ultimo pensiero va “Rizziero” Di Sabatino, vittima dell’alluvione: “una morta assurda e incomprensibile a 36 ore dall’emergenza, per annegamento sotto una cavalcavia” come ha sottolineato nel suo intervento il consigliere Enrico Mazzarelli (Al centro per Catarra). C’è stato spazio per riflettere su tutto, questo pomeriggio, in Consiglio provinciale, anche per chiedere, lo ha fatto Aurelio Tracanna (UDC) che le:”autorità competenti accertino se le progettazioni e le esecuzioni di opere nuove che crollano siano state fatte a regola d’arte” . Ma da ambo le parti, maggioranza e minoranza, si è registrata la volontà di lasciare fuori dalla porta le polemiche per dare “la dimostrazione di una comunità politica unità nel sostegno alla sua gente - ha commentato Catarra – che in questo momento vuole dare forza e solennità alla richiesta di aiuto”.
La richiesta dello stato di emergenza per calamità naturali è stata supportata dalla relazione tecnica dell’assessore Elicio Romandini che ha dettagliato i danni: “circa 40 milioni di euro”, gli interventi svolti – oltre 600 – le strade e i ponti da riparare. “La Giunta si è mossa subito e gà venerdì abbiamo approvato una delibera per stornare una parte dei fondi della manutenzione ordinaria, circa 1 milione di euro, per le somme urgenzze. Abbiamo chiesto allla Regione di farsi parte attiva affinchè i ribassi di gara del secondo lotto della Pedemontana, possano essere utilizzati per i danni da alluvione altrimenti verranno ritirati dal Ministero delle Infrastrutture”. La Val Vibrata, almeno da un punto di vista della rete viaria, ha sottolineato Romandini, è l’area più colpita con i tre ponti inagibili sul salinello e i danni alle sponde del Tronto. Oggi, poi, si è dovuta chiudere anche la strada provinciale 49, unico collegamento fra Valle Castellana e l’ascolano, con seri problemi per chi studia e lavora sull’altra sponda del Tronto e in quella zona sono tanti.
Il presidente Catarra, e a lui si sono associati tutti i consiglieri che sono intervenuti, ha ringraziato i dipendenti della Provincia “che si sono spesi con generosità in queste ore” e poi gli uomini della Protezione civile e dei Vigili del Fuoco, delle Forze dell’ordine: “ma anche i tanti volontari e semplici cittadini che hanno prestato la loro opera nei momenti più difficili”. Un ringraziamento il Presidente lo ha espresso anche agli organi di informazione per la maniera completa, utile ed esaustiva con il quale hanno seguito gli avvenimenti”.
Dal dibattito sono emersi spunti di riflessione e proposte.
Tracanna ha suggerito che la Provincia si faccia parte attiva per una trattativa con l’Agenzia delle Entrate per trattare “la sospensione o la dilazione dei pagamenti delle imprese nelle aree più colpite, appositamente individuate”. Renzo Di Sabatino (Pd) ha proposto un tavolo di coordinamento permanente con i Sindaci; Ugo Nori (PD) ha sottolineato l’urgenza di una “pianificazione urbanistica che ponga un limite vero e concreto al consumo del territorio perché tutto questo ha dei costi che enti e cittadini, non possono piuù permettersi di pagare”. Il tema della “prevenzione” è stato fortemente invocato da Massimo Vagnoni “Questo è il compito prioritario che dobbiamo assolvere nei prossimi anni” ha detto. “Maggioranza e minoranza devono dimostrare di saper lavorare insieme per avere una maggiore autorevolezza di fronte a Regione e Governo” ha affermato Mauro Sacco (IDV). Ernino D’Agostino (PD) ha ricordato che nelle elezioni del 2009, subito dopo il terremoto dell’Aquila, i programmi elettorali di ambedue le coalizioni attribuivano al “Piano per la messa in sicurezza del territorio” un valore asoluto. “Ripartiamo da questo – ha dichiarato – e facciamolo”.
Diego Di Bonaventura (PDL) nel suo intervento, ha richiamato al senso di responsabilità stigmatizzando l’assemblea organizzata domenica dal PD per chiedere fondi per il ponte di Castelnuovo: “giusto l’obiettivo ma inopportuna in questo momento”. Il capogruppo della PDL, Raimondo Micheli: “Ora dobbiamo essere seri, mantenere fermi i buoni proposito manifestati questa sera e investire sulla pianificazione, seguendo la linea di quanto tracciato con la revisione del nuovo Piano territoriale provinciale”. Da più parti è emersa la preoccupazione per i tempi del “ristoro economico”. Robert Verrocchio (Pd) ha manifestato più di una preoccupazione per una “questione sottovalutata: quella sanitaria. Con i depuratori fuori uso e la stagione turistica alle porte anche il settore turistico rischia il collasso e non possiamo permettercelo. Servono impegni concreti da parte di Regione e Governo”. Una preoccupazione trasformata in dati e cifre da Giulio Sottanelli (PD) che ha ricordato “la nevicata eccezionale del 2005, 130 frane, 20 milioni di danni. Sono arrivati 6/700 mila euro, la metà di quello che avevamo speso per ditte private chiamate ad affiancare l’attività dei settori di intervento della Provincia”
In conclusione è intervenuto l’assessore alla Protezione Civile, Vincenzo Falasca, che ringraziando per i “contributi alla riflessione” ha ricordato che “proprio su questi temi stiamo producendo fatti molto concreti: il Piano di protezione Civile che questo ente non ha mai avuto; il rapporto fra pianificazione e dissesto idrogeologico, punto fermo del nuovo Piano territoriale; la promozione di una nuova cultura di programmazione attraverso seminari e convegni; l’attività della Sup totalmente orientata a limitare il consumo del suolo”.
Catarra, infine, proprio sull’allarme “depuratori” ha spiegato che questa mattina si è sentito sia con il Ruzzo che con il commissario straordinario dell’Ato, Pierluigi Caputi. “Serve un decreto del Governo per una moratoria su tutti i problemi che, inevitabilmente, si creeranno anche perché al di là delle risorse finanziarie rimane il fatto che per sistemare gli impianti e farli tornare a funzionare adeguatamente ci vorranno mesi”. Quindi, ha annunciato che proprio per affrontare questi aspetti sarà convocata in settimana una riunione con utti i soggetti interessati.
In apertura di seduta, l’assessore al Turismo e alle attività produttive, Ezio Vannucci, aveva illustrato il provvedimento senza il quale, la Gran sasso teramano spa (società costituita dalla Provincia, dalla Camera di Commercio, dai Comuni e da altri soci pubblci e privati) non potrebbe essere beneficiaria dei fondi della scheda Fas per la cabinovia realizzata a Prati di Tivo.
“Utilizzando le risorse introitate dall’ente con la cessione delle partecipazioni azionarie in Arpa e Autostrada dei Parchi – ha detto – acquisteremo le quote dei soci privati della Gran sasso teramano. Solo con un capitale interamente pubblico, infatti, la società potrà essere destinataria dei fondi Fas”.
Vannuccci, quindi, ha ricordato i vari passagi: “poiché la società Gran Sasso Teramano aveva già ottenuto in precedenza un finanziamento di circa due milioni e mezzo di euro risultò conveniente per la Provincia di Teramo – e di conseguenza anche per la stessa Società partecipata - utilizzare il finanziamento ottenuto dalla Regione per un aumento di capitale finalizzato alla realizzazione dell’opera anziché procedere direttamente. Oggi però, per poter beneficiare dei 12 milioni dei Fas è necessario che il capitale sociale della Gran sasso teramano sia totalmente in mano di enti pubblici. Un’operazione doverosa, abbiamo dovuto riannodare i fili di una storia, ma lo facciamo perché crediamo che su questo pezzo di territorio montano dobbiamo investire a beneficio di tutta la provincia”.
Teramo 7 marzo 2011