Rapporto Rifiuti 2014
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- ultima modifica 03/08/2015 14:05
Pubblicati i dati sulla produzione di rifiuti e sulla raccolta differenziata in provincia di Teramo nel 2014 anche nel portale opendata dell'Ente
Link alla sezione Osservatorio Provinciale Rifiuti del portale Open Data Provincia di Teramo
Rapporto rifiuti. Bene la differenziata ma aumenta la produzione complessiva. Per la prima volta una mappa sull’andamento dei costi di gestione dei rifiuti e dei costi per l’utenza per singoli Comuni
Il Rapporto rifiuti della Provincia (dati 2014) grazie alla grande quantità di dati elaborati – per la prima volta sono stati esaminati anche i costi di gestione del servizio e i costi per l’utenza - consente di disegnare un quadro particolarmente significativo del Sistema di Gestione Integrato dei rifiuti
Attraverso i numeri emergono elementi molto positivi (la crescente attenzione dei Comuni teramani verso la differenziata spinta che si attesta al 57,53% con un aumento del 5,37%) e le criticità del sistema (aumento dei rifiuti prodotti da 148 mila tonnellate a quasi 158 mila, il 6,20% in più rispetto al 2013; la nota situazione del sistema impiantistico che non garantisce l’autosufficienza e costringe i Comuni teramani a portare altrove i rifiuti) delineando, quindi, il percorso che gli attori locali e regionali devono intraprendere per superare le attuali problematiche.
La Provincia di Teramo, attraverso la collaborazione con enti locali, consorzi e Regione, vuole contribuire a superare i limiti di carattere tecnico e politico/istituzionale che hanno impedito sino ad oggi l’autosufficienza impiantistica.
Una novità del rapporto è rappresentata dall’introduzione dell’analisi dei costi di gestione dei rifiuti per singolo Comune e dall’analisi delle rispettive entrate, ovvero, del gettito derivante dalle Tari corrisposte dai cittadini. I dati sono quelli forniti dalle amministrazioni locali.
Per fare una riflessione corretta, però, bisogna essere consapevoli che gli impieghi finanziari previsti dai diversi Comuni sono soggetti a numerose variabili derivanti oltre che da condizioni oggettive (localizzazione geografica, estensione territoriale ecc) anche da elementi soggettivi (tipologie di servizi presenti nei capitolati, presenza di flussi turistici ecc). Il rapporto, quindi, divide i Comuni fra quelli fino a 5000 abitanti; quelli da 5000 a 15 mila, fino ad arrivare all’ultimo gruppo oltre i 15 mila abitanti per consentire comparazioni fra dati omogenei. Inoltre, i costi, sono stati ulteriormente comparati sulla base della tipologia di servizi: porta a porta, misti e stradale in considerazione del fatto che hanno costi molto diversi fra loro.
Questi gli elementi significativi del Rapporto:
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Una sempre maggiore attenzione dei Comuni ai servizi di raccolta differenziata spinta, con un aumento (rispetto al 2013) del 5,37% della percentuale, che si attesta al 57,53%;
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Un aumento complessivo di rifiuti prodotti del 6,20% (dal 2013); dato oggettivamente negativo, che contiene però al suo interno delle connotazioni positive: gli aumenti in termini quantitativi si sono registrati sulle frazioni differenziate, a scapito dei rifiuti indifferenziati che continuano (come negli anni scorsi) a diminuire.
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Una situazione impiantistica pubblica, nonostante il graduale riavvio del Polo Tecnologico della CIRSU S.p.A., ancora non in grado di soddisfare la domanda che, sul fronte delle attività di trattamento e recupero, è molto sostenuta dall’ impiantistica privata. Relativamente agli impianti di smaltimento, la nuova discarica della CIRSU S.p.A. (in fase di realizzazione) e la discarica del Consorzio Piomba Fino (già realizzata), una volta operative, saranno in grado di garantire l’autosufficienza per i prossimi anni (500.000 mc di volumetrie disponibili nelle discariche di Grasciano e Santa Lucia).
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Il quarto elemento che emerge dal rapporto e che rappresenta “la novità” rispetto alle analisi condotte negli anni precedenti è quello relativo ai costi, (ma non è stato possibile effettuare un raffronto diretto con i dati nazionali e regionali per il 2014 in quanto non ancora disponibili). Il costo medio per abitante, nel 2014, è stato di 190, 06 euro. Se si confronta con i nazionali e i regionali il dato 2013 si vede che i costi sono più alti, difatti i 186,71 €/ab/anno, raffrontati ai dati riportati dall’ISPRA nell’ultimo rapporto pubblicato, risultano superiori ai 158,86 €/ab/anno dell’Italia ed ai 176,77 €/ab/anno dell’Abruzzo.
Costi per Comune
Se i Comuni vengono comparati complessivamente, quello con il costo di gestione più alto è quello di Pietracamela (ha una raccolta con il sistema misto 390,16 annui per abitante) seguito da Roseto (sistema misto 201,66) e Penna Sant’Andrea ( sistema misto 154,25). Il costo più basso è quello di Castel Castagna (99, 67 abitante annuo) con un sistema tradizionale stradale.
Se, invece, facciamo il confronto per dati omogenei e servizi offerti (raccolta stradale, porta a porta e mista) l’analisi si sposta su altri piani, molto più puntuali e significativi (grafici 19-20-21 del rapporto). Prendendo ad esame i Comuni sopra i 15 mila abitanti vediamo che il costo di gestione più alto è quello di Silvi (porta a porta 274,79 abitante annuo) seguito da Giulianova (235,17 sistema porta a porta); Teramo (225,48 porta a porta); Martinsicuro (219,87 porta a porta) e infine Roseto (sistema misto 201,66 euro)
Entrate per Comune
Il riferimento è ai grafici 23-24 e 25 del rapporto rifiuti. In questo caso la tipologia è fra entrate da utenze domestiche e entrate da utenze non domestiche.
Utenze domestiche
Il Comune che registra il maggior gettito è Montorio al Vomano (313,31 euro) seguito da Nereto (307,25); Giulianova (287,93). L’ultimop comune è Corropoli con 105,38 euro. La media provinciale è di 195,33 euro.
Utenze non domestiche
Il Comune che registra il maggior gettito è Pietracamela (2.2022,66 euro); seguito da Teramo (1.598,46) e Corropoli (1.490,43). L’ultimo comune è Rocca Santa Maria (100,87), la media provinciale è di 1029,75.
Soffermandosi sui dati di costo è chiaro che la principale problematica da risolvere è certamente dovuta alla totale dipendenza impiantistica rispetto agli altri ambiti regionali ed extraregionali. In particolare sono conferiti fuori provincia le “frazioni” più onerose: ovvero i rifiuti organici ed i sovvalli derivanti dalle attività di trattamento e recupero. Ora una razionalizzazione delle modalità gestionali dei servizi di raccolta può ridurre il costo procapite ma solo l’autonomia impiantistica può garantire un reale taglio dei costi e quindi di spesa per l’utenza.
Il territorio provinciale, però, dopo oltre un decennio, ha tutto il necessario per raggiungere una propria stabilità ed autonomia relativamente al sistema integrato di gestione dei rifiuti urbani.
Il coordinamento e la cooperazione tra tutti gli “attori” del sistema porterà certamente ad una riduzione dei costi con le fisiologiche ricadute positive sulle “tasse” pagate dai cittadini, partendo dall’assunto che sul nostro territorio, nel 2014, il rapporto medio di copertura tra costi e gettito è stata del 100%.
Oggi tutti devono prendere atto che non i singoli Comuni o i singoli Consorzi (o ex consorzi) hanno necessità di gestire i propri rifiuti, ma l’intera provincia deve avere un sistema che garantisca al meglio il trattamento ed il recupero delle 158.000 tonnellate di rifiuto urbano ed assimilato prodotto, con la consapevolezza di avere (almeno per il momento) 500.000 mc di volumetrie disponibili “in discarica”.
Comuni virtuosi
Per quanto riguarda la differenziata una comparazione fra tutti i Comuni fa risultare sul podio: Torano, Canzano e Morro d’oro con percentuali fra l’ 80 e il 70% di raccolta differenziata.
Se suddivisi per fasce e quindi per situazioni omogenee:
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fascia inferiore ai 6000 abitanti il podio rimane a Torano, Canzano e Morro d’Oro
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fascia fino a 15 mila abitanti il podio è conquistato da Montorio al Vomano (69,38%); Mosciano (68,13%); Notaresco (66,87)
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nella fascia oltre 15 mila abitanti il podio viene conquistato da Giulianova (67,38%); Martinsicuro (62,33%); Teramo (61,31%)
cartella stampa a cura di:
ufficio stampa/comunicazione/web
resp.le Pina Manente
in redazione Antonella Presante e Gianluca Di Carlo