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Edifici pubblici "autosufficienti" con gli interventi previsti dal Patto dei Sindaci

creato da Ufficio Stampa
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ultima modifica 09/06/2011 17:52

Ma il settore più "energivoro" è quello residenziale privato: "Con il Patto dobbiamo creare un grande movimento di opinione per modificare i comportamenti" ha dichiara l'assessore Marconi "Ci abbiamo creduto per primi ma è grazie al contributo di tanti che abbiamo raggiunto obiettivi impensabili" ha affermato il presidente Catarra

L'obiettivo dell'Abruzzo è "produrre nel più breve tempo possibile il 50% dei consumi di energia elettrica da fonti rinnovabili". E' la strada che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, ha indicato intervenendo al convegno organizzato dalla Provincia di Teramo sullo stato dell'arte del Patto dei sindaci, iniziativa promossa dall'Unione europea nell'ambito dell'agenda 20-20-20 che impegna le amministrazioni locali a realizzare attività per diminuire le emissioni, migliorare la qualità della vita e far crescere l'economia verde (fonte Abruzzo flash)


Il Presidente ha illustrato brevemente le strategie della Regione Abruzzo in materia di energia, confermando "tutto l'impegno del governo regionale non solo a questa importante iniziativa, ma anche a tutta la politica tesa ad incentivare e incrementare l'uso di fonti alternative per la produzione di energia". il Patto dei sindaci in materia di energia avviato dalla Regione Abruzzo è stato segnalato dall'Unione europea come pratica di eccellenza e per questo premiato a Bruxelles. "Ed è la strada che dobbiamo battere anche in altri settori, cioè la capacità dell'Abruzzo di fare sistema e di creare un modello di rete tra comuni, le istituzioni e i soggetti privati in grado di portare avanti progetti e proposte".

“In appena un anno Regione, Province, Comuni abruzzesi si sono indirizzati tutti verso uno stesso obiettiv, possiamo ben dire che è la prima volta che accade” ha affermato il presidente Catarra sottolineando che si tratta di un programma votato da tutti i Consigli all'unanimità: il presidente ha poi aggiunto: “Noi ci abbiamo creduto per primi ma è grazie a tutti quanti voi, a partire dal Governatore Gianni Chiodi che non solo ci ha creduto ma ci ha investito 35 milioni di euro, che in un solo anno abbiamo raggiunto obiettivi importanti. Abbiamo misurato i consumi di tutti i Comuni e oggi sappiamo che fare, dove intervenire, come intervenire per ridurre le emissioni inquinanti in atmosfera. Da parte nostra, che siamo struttura tecnica di supporto ai Comuni e al tempo stesso firmataria del Patto c’è la volontà politica di sfruttare appieno l’opportunità che abbiamo, creando un movimento popolare attraverso il quale stimolare processi di formazione, di educazione di innovazione”.


La Provincia di Teramo, con l’ausilio della sua Agenzia per l’Energia e l’Ambiente ha provveduto a “misurare” il consumo di emergia di ogni singolo comune e per l’intera provincia. Per “tagliare” i consumi “cattivi” e riconvertili con i “buoni” infatti, è necessario sapere da dove partiamo: quanto consumiamo e come lo consumiano.

Nella definizione dei BEI comunali sono state escluse le attività industriali, agricole ed i trasporti interregionali, nazionali ed internazionali che non rientrano fra i settori di intervento del Patto. Il consumo complessivo di energia registrato nei 47 Comuni è di 3.746.455 MWh. Il settore maggiormente energivoro è rappresentato dagli edifici residenziali (51,6% dei consumi complessivi) con il consumo del gas naturale, il metano, che è di gran lunga preponderante, seguito dall’energia elettrica, mentre la biomassa fornisce un apporto modesto.

I Comuni, intesi come consumatori di energia, con gli edifici, gli impianti (inclusa la pubblica illuminazione) ed il parco auto rappresentano il 4,8% dei consumi complessivi. Il trasporto privato e commerciale, valutato sulla percorrenza delle strade comunali, mostra un consumo totale di 565.856 MWh (15,1%) con una preponderanza del diesel.

Il settore terziario contribuisce ai consumi complessivi di energia nella misura del 23,3% ed è importante osservare che il consumo di energia elettrica è maggiore rispetto al settore residenziale. Nel 2005 sono 296.063 gli abitanti residenti in provincia di Teramo, ne discende che il consumo medio per abitante è di 12,654 MWh, corrispondente a 12.654 KWh.
Il gas naturale rappresenta ben il 58% dei consumi energetici, seguito dall’elettricità 18%, il diesel 9%, benzina e GPL 6%, biomassa 3%. Nel 2005 le emissioni complessive di CO2 sono stimate in 955.563 tonnellate.
Il settore residenziale contribuisce in maniera rilevante (51,6%), i Comuni sono direttamente responsabili nella misura del 4,8%, il trasporto privato e commerciale nella misura del 15,2%, mentre il terziario incide per il 27,4%. Ogni abitante della provincia è direttamente o indirettamente responsabile dell’emissione di 3,23 tonnellate di CO2


“Undici impianti fotovoltaici in due anni per un totale di oltre 400 chilowatt di potenza che saranno installati su undici istituti scolastici e garantiranno una produzione di circa mezzo milione di chilowattora di energia elettrica: solo questa misura garantirà la riduzione di circa 240 tonnellate/anno di anidride carbonica nell’aria” ha afferrmato l’assessore all’Ambiente e all’Energia Francesco Marconi (intervento integrale in allegato) che ha relazionato sullo stato dell’arte del programma nella nostra provincia: “Questi impianti beneficeranno delle tariffe incentivanti del “Conto Energia” per i prossimi 20 anni, grazie alla compartecipazione economica della Provincia al progetto. Possiamo certamente dire che siamo in presenza di una delle prime opere pubbliche che anziché lasciare oneri da pagare negli anni a venire lascerà proventi da riscuotere”.


Di fronte alla platea di sindaci e amministratori, il presidente Gianni Chiodi ha anche fatto cenno al progetto "Powered", nel quale la Regione Abruzzo riveste l'importante ruolo di leader partner: "Sul fronte dell'eolico siamo in prima fila con questo progetto che investe la macroregione adriatica e che prevede la produzione di energia elettrica sfruttando tutte le potenzialità dei venti sul mare. Si tratta di iniziative che hanno l'obiettivo principale di realizzare quello che dicevo all'inizio, e cioè la necessita per questo territorio regionale di produrre almeno il 50% di energia da fonti rinnovabili di quella che quotidianamente consumiamo. Questa è la sfida e si potrà vincere solo con la capacità di fare sistema che hanno i sindaci abruzzesi".

Incentivare le fonti di energia rinnovabile è il nostro impegno politico principale e su questo la Regione ha intenzione di investire in termini di programmazione e in termini finanziari". Lo ha assicurato, infine, l'assessore all'Energia e all'Ambiente Mauro Di Dalmazio: "Su questo settore - ha detto l'assessore parlando di cifre - abbiamo previsto una posta finanziaria di 35 milioni di euro, che abbiamo intenzione di investire in fonti di energia rinnovabile con l'impegno di tutti gli amministratori locali. Tutti i comuni abruzzesi partecipano a questo programma con un unico obiettivo da raggiungere. S'intuisce - ha proseguito l'assessore - che ci troviamo di fronte ad una svolta culturale importante, ad un cambio di passo e un salto culturale che potrebbero far crescere questa regione". E proprio l'impegno diretto dei sindaci, delle province e della Regione ha portato l'Abruzzo a modello apprezzato in Europa. "A Bruxelles hanno premiato la nostra azione perché abbiamo avuto la forza di coinvolgere direttamente il territorio e i sindaci. Il nostro obiettivo, attraverso il Patto dei sindaci, è di investire in ogni realtà comunale in un intervento di efficentamento energetico in modo da creare quelle sensibilità in grado di generare quel percorso virtuoso che richiede l'Europa". (REGFLASH)
 

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