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La storia, quando l'Abruzzo "correva"

creato da GIUSEPPINA MANENTE
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pubblicato 05/05/2015 19:05

Una "scuola teramana" che ebbe un posto di primo piano nel panorama motoristico italiano fra gli anni '30 e quelli della rinascita, del boom economico, gli anni '60.

Non c'erano strade, mancavano le grandi vie di collegamento, l'Abruzzo non si era ancora scrollata di dosso - e forse non lo ha fatto nemmeno oggi - l'immagine di terra di pastori e greggi, eppure fra Teramo e Pescara, personaggi come Berardo Taraschi e il "marchese volante" Diego De Sterlich Alipandri, riuscirono in un'impresa che da queste parti dell'Adriatico,sembrava una follia: lanciare l'automobilismo sportivo.

La Coppa Acerbo, nata nel 1924 a Pescara, inizialmente, era stata ideata e pensata come un circuito fra Mosciano e Giulianova e i promotori, Giovanni Spinozzi, Domenico Ponno, Sabatino Sabatini, erano tutti teramani: poi prevalse l’influenza politica del pescarese Giacomo Acerbo. Ma l'Automobil Club D'Abruzzo, nato nel 1924 fra i primi d'Italia, aveva sede a Teramo ed ebbe un grande ruolo nell'accendere una passione che poi sarebbe diventata anche una scuola di tecnica e innovazione.

Certo c'erano D'Annunzio e il futurismo, poi anche Corradino D'Ascanio con la sua Vespa, ancora oggi simbolo identitario dell'italica inventiva, ma Teramo ebbe il suo posto fra i grandi soprattutto grazie a Berardo Taraschi, il Lupo D'Abruzzo, che mentre conquistava targhe e trofei sui circuiti, lasciava un segno nell'industria italiana costruendo vetture da corsa.

Berardo Taraschi su Urania 750 n. 18Urania, Giaur e Taraschi Junior sono le creature che contrassegnano le stagioni del costruttore teramano. I residuati bellici permisero a Berardo di costruire la prima vettura da corsa nel 1947, la chiamò Urania, pare su suggerimento di De Sterlich. Assemblò telaio e trasmissione di una Topolino, un motore BMW e carrozzeria a barchetta in alluminio. La storia dell’automobilismo italiano, grazie a Taraschi, è passata anche per Teramo che, per dirla con le parole di Marcello Sabbatini, «diventava ogni volta un po’ meno sconosciuta proprio grazie all’eco delle sue prodezze. La Meccanica Taraschi arrivò ad avere nel 1952 ben 27 operai.

Di quel periodo restano i documenti che costituiscono la memoria di un’epoca e che oggi sono ancora conservati dall'associazione Urania, animata dal figlio Tazio: tantissime foto e molti progetti di Berardo. La fase più prestigiosa come costruttore si registra a partire dal '49, quando viene stretto un accordo con la famosa casa Giannini e nasce la Giaur (acronino di Giannini e Urania) che univa le doti del telaio della casa teramana a quelle motoristiche della casa romana. I modelli prodotti, la G1 con motore monoalbero e la G2 con motore bialbero (vengono realizzati una cinquantina di esemplari) conseguirono innumerevoli risultati (oltre 120 vittorie) e furono guidate dai migliori piloti degli anni cinquanta. . Le sue vetture furono esportate in Francia, in Inghilterra, negli Stati Uniti e in Giappone. Come pilota partecipò a innumerevoli gare e collezionò ben 48 primi posti.

L'Automobil club di Teramo

Il 15 maggio 1924, per la volontà di alcuni gentiluomini sportivi teramani, si costituiva, dopo gli A.C. di Milano, Roma e Torino, l’Automobile Club d’Abruzzo, con sede in Teramo. Esso comprendeva l’intera Regione abruzzese, cioè, oltre alla nostra Provincia, anche quelle de L’Aquila e di Chieti. Giovanni Spinozzi fu l’animatore di una impresa che oggi potrebbe apparire facile ma che, allora, tra i problemi della pace e della ripresa economica, si presentava piena di difficoltà e di diffidenza verso un mondo, quello automobilistico, ancora molto lontano dagli usi civili. Con Giovanni Spinozzi vanno ricordati il Marchese Diego de Sterlich, valoroso campione e vincitore di diverse corse in salita, Domenico Ponno, il Barone Casamarte, Sabatino Sabatini. Con la creazione dell’A.C. d’Abruzzo venne scelto anche il distintivo del Sodalizio: la montagna e la vela, ritratte entro la ruota dentata, sull’azzurro sfondo del mare e del cielo. Il logo, di raffinata bellezza e custodito nella Biblioteca Provinciale Delfico, fu ideato e disegnato dall’architetto Pio Ferretti, geniale restauratore del Duomo di Teramano.

La Coppa Acerbo

All’epoca, un politico di grande peso, Giacomo Acerbo, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, originario di Loreto Aprutino, con la collaborazione del valido ed intraprendente teramano Giovanni Spinozzi, pensò di realizzare una grande corsa automobilistica su strada e, dopo alcune soluzioni proposte, scelse l’anello di 25 Km. “Castellammare Adriatico-Spoltore-Cappelle-Montesilvano-Castellammare”. L’onorevole Giacomo Acerbo volle dotare la manifestazione di una prestigioso trofeo mettendo in palio una coppa a ricordo del fratello Tito, caduto in guerra. Da questo ebbe origine la denominazione di Coppa Acerbo, gara classificata “manifestazione sportiva internazionale di prima categoria” già nel regolamento approvato per la prima edizione, la quale ebbe luogo il 13 Luglio 1924 e che vide vincitore Enzo Ferrari sul Alfa Romeo.

Il Circuito del Castello

Secondo circuito del Castello, tracciato del 195029 maggio 1949. Si correva il primo «Circuito del Castello», gara automobilistica di velocità ospitata su un circuito di 3.212 metri, da ripetere per 40 giri fino a totalizzare 128,480 km. Ai motori da corsa la città non era nuove per essere stata teatro, negli anni anteguerra, di uno «Scudo d'Abruzzo» motociclistico che, pure, aveva tenuto a battesimo Berardo Taraschi nella velocità. Documenti e foto di quegli anni difficili sono ospitati nella sede della Banca di Teramo, sala «Carino Gambacorta». Quelle foto consentono di rivisitare aspetti e scorci di vita cittadina ormai persi con il trascorrere degli anni. Così come i tabellini dei cronometristi federali illustrano ai tecnici le vicende sportive di cui il «Circuito del Castello» è stato testimone, altrettanto di grande interesse è un brogliaccio scritto a matita con il quale si invita Tazio Nuvolari, il «Nivola» della leggenda automobilistica, a presenziare a una delle prime edizioni. La corsa era aperta a vetture di Categoria Sport, Classe 750. Nella prima edizione partirono 12 macchine, se ne classificarono 4, i ritiri furono 8. Vinse il teramano Taraschi. Per l' edizione 1954, la sesta, il Circuito del Castello aprì alle monoposto. Poi, in seguito agli incidenti di Le Mans e della Mille Miglia, il Governo sospese ogni tipo di corsa, sia su strada che sui circuiti cittadini, per cui anche Teramo dovette soprassedere nell'organizzazione del suo Circuito del Castello.

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