I Comuni attraversati dalle Mille Miglia
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- pubblicato 05/05/2015 18:58

Civitella del Tronto
La Fortezza borbonica, la più grande d'Europa, perfettamente conservata. Una cittadella fortificata simbolo di resistenza, ultimo baluardo contro l'Unità d'Italia, uno spettacolo mozzafiato che domina le valli fra l'Abruzzo e le Marche, con un affaccio sul mare. Vale più di una sosta per una visita alla Fortezza e al Museo e anche per assaggiare la "cucina borbonica": fusion fra Italia centrale, Spagna e Francia.

Campli
Scala Santa. Qui, dietro una piazza medioevale che ci porta indietro nei secoli, si perdonano i peccati con l'indulgenza plenaria. Fu Papa Clemente XIV che attribuì il privilegio alla città della famiglia dei Farnesi nel lontano 21 gennaio 1772. Campli è ricca di architetture immortali: la cattedrale di Santa Maria in Platea, la Porta Angioina, San Paolo, il Convento francescano di San Bernardino, il Palazzo Farnese del ‘500, il convento di Sant’Onofrio, le medioevali case del farmacista e del dottore con le antiche corti, il Museo archeologico.

Teramo
Il capoluogo teramano, fra due fiumi, l'antica Interamnia accoglierà le Mille Miglia con un percorso che attraversa il centro storico, si snoda fuori le mura, lambisce la vecchia stazione ferroviaria e termina a Porta Romana. Si vedranno i principali monumenti: il Duomo stile romanico con caratteri gotici; il Palazzo Vescovile con la loggia; il Teatro Romano e l'Anfiteatro; il Convento di San Giovanni con il chiostro restaurato e la Chiesa della Madonna delle Grazie. Con i suoi Musei Civici e l'Arca - spazio espositivo dedicato all'arte contemporanea - garantisce percorsi culturali e artistici mai scontati. Anche la sua cultura gastronomica è considerata da molti un'arte: si distingue per piatti originali come le Virtù, le scrippelle m'busse e la chitarra con pallottine. La notte è giovane potrete provarli tutti.

Montorio al Vomano
Alle porte del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il borgo di Montorio può esser considerato una vera e propria “vetrina” sulle meravigliose ricchezze paesaggistiche dell’entroterra teramano. Con un percorso che inizia dall’antica piazza del mercato, piazza Orsini, su cui si affaccia la cinquentesca Collegiata di San Rocco può proseguire per Palazzo marchesale Camponeschi-Carafa con portale e tracce di affreschi che risalgono al 1500 e arrivare, sulla sommità del Colle, ai ruderi del Forte San Carlo, baluardo eretto nel 1686. Da vedere anche la Chiesa di Sant’Antonio(XV secolo), la Chiesa degli Zoccolanti(1755), il convento cinquentesco dei Cappuccinicon il chiostro. Dolci - bocconotti e pizza dogge, torta nuziale - e una grande tradizione di macellazione delle carni che Montorio esportava nella Capitale, caratterizzano la sua cucina.

Pietracamela
E' l'unico comune della provincia ad esser interamente compreso nell'area del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga. Di origini antichissime, seppur incerte, Pietracamela ha un bellissimo centro storico, reso unico dalle caratteristiche abitazioni in pietra, dalle piccole “viuzze” che percorrono il paese e dalle deliziose chiesette in stile romanico, ricche di tesori artistico-religiosi. A circa tre chilometri di distanza da Pietracamela, tra i boschi di faggio dell'Aschiero e delle Mandorle, si trova Prati di Tivo, famosa stazione invernale del Gran Sasso d'Italia. Posto a 1450 metri d'altitudine, Prati di Tivo è una delle mete preferite da turisti e sciatori del centro Italia.

Fano Adriano
D'impianto medievale, il borgo montano sorge accanto ad un antico insediamento romano. Per la sua invidiabile posizione immersa tra il verde e le rocce della montagna, Fano Adriano è una meta ideale per gli amanti della natura, ai quali offre un’ampia varietà di percorsi escursionistici assieme ad una vasta gamma di itinerari a breve e medio corso, dalla “Selva” e i “Merletti”, veri e propri ricami di roccia, sino alla “Grotta delle Fate”, misteriosi pigiatoi preistorici. A Prato Selva, dotato di ampie e lunghe piste, tre sciovie ed una seggiovia biposto che portano al Colle dell’Abetone (1800 metri) alla cui sommità sorge la Chiesetta dell’Alpino

Crognaleto
Si trova immerso fra boschi rigogliosi, corsi d’acqua cristallina, e splendidi sentieri. La sua storia è ricca di fascino e suggestioni. Già insediamento delle antiche popolazioni italiche – come testimoniano le “mura megalitiche” risalente al III secolo a. C. – durante il Medioevo l’intero territorio fu assoggettato al dominio della vicina Amatrice. Tra i tanti luoghi da ammirare, spicca la piccola chiesetta della Madonna della Tibia (XVII sec.), arroccata su uno sperone di roccia. Narra la leggenda che a San Giorgio, nell’"area delle schiazze", di notte danzassero le fate, mentre a Rocca Roseto c’è un antichissimo fortilizio-osservatorio militare a cui sono legate numerose storie di briganti, tesori, passaggi segreti.