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A Cermignano torna “Lu Sand’Andonje”

creato da Volontari Servizio Civile
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pubblicato 14/01/2020 09:07

Nel “paese degli uccelletti” 26esima edizione della grande festa d’inverno dedicata al culto del santo protettore degli animali tra canti, balli e specialità della gastronomia locale

Gli organizzatori in posa insieme alla locandina della sagra

Gli organizzatori in posa insieme alla locandina della sagra

Data
https://old.provincia.teramo.it/eventi/a-cermignano-torna-201clu-sand2019andonje201d A Cermignano torna “Lu Sand’Andonje” Dal 17/01/2020 - 18:00 al 19/01/2020 - 23:59
(Europe/Rome / UTC100)
Dove Cermignano
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CERMIGNANO – Dal 17 al 19 gennaio ritorna a Cermignano "Lu Sand'Andonje", grande festa d’inverno dedicata al culto di uno dei santi più amati d'Abruzzo, Sant’Antonio Abate.

Una tradizione che si rinnova da 26 anni con la ricerca culturale dei canti di questua e dei riti legati al culto del santo protettore degli animali e dei contadini: gruppi folkloristici itineranti, musici e teatranti rievocheranno nella tre-giorni le tentazioni dell’Eremita e l’eterna lotta tra il bene e il male, con canti, balli, allegria e buona gastronomia per le vie del borgo, a partire dalle ore 18. A completare il programma la mostra dei caratteristici carri dipinti recanti l’effige del santo, la mostra fotografica allestita in Sala Consiliare e i caratteristici dolci della tradizione, “Li cillitte”, che si potranno degustare accompagnati da vino cotto e vini tipici locali.

L’evento, promosso dall’Associazione culturale ““Lu Sand’Andonje” con il patrocinio del Comune di Cermignano e del Consorzio Bim, è stato presentato questa mattina nella sala consiliare del Comune dal sindaco, Febo Di Berardo, insieme all’assessore alla Cultura, Lidia Sacripante, al presidente dell’associazione promotrice, Benito De Angelis, al vicepresidente del Bim, Gesidio Frale, e al consigliere delegato Elisa Marchiselli.

Gli organizzatori hanno sottolineato come “La manifestazione vuole conservare traccia e valore delle tradizioni locali, a partire dalla ricerca culturale su canti e tradizioni legati al culto di Sant’Antonio, e valorizzare la filiera artigianale di produzione degli uccelletti”.

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