Relazione di fine mandato anni 2009/2014
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- ultima modifica 25/02/2014 13:05
Trasmessa alla Sezione Regionale di Controllo della Corte dei Conti in data 7/03/2014. (articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149)
Perchè la relazione di fine mandato
La presente relazione viene redatta da province e comuni ai sensi dell'articolo 4 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149, recante:"Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a regioni, province e comuni, a norma degli articoli 2, 17, e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42" per descrivere le principali attività normative e amministrative svolte durante il mandato, con specifico riferimento a:
a) sistema e esiti dei controlli interni;
b) eventuali rilievi della Corte dei conti;
c) azioni intraprese per il rispetto dei saldi di finanza pubblica programmati e stato del percorso di convergenza verso i fabbisogni standard;
d) situazione finanziaria e patrimoniale, anche evidenziando le carenze riscontrate nella gestione degli enti controllati dal comune o dalla provincia ai sensi dei numeri 1 e 2 del comma primo dell'articolo 2359 del codice civile, ed indicando azioni intraprese per porvi rimedio;
e) azioni intraprese per contenere la spesa e stato del percorso di convergenza ai fabbisogni standard, affiancato da indicatori quantitativi e qualitativi relativi agli output dei servizi resi, anche utilizzando come parametro di riferimento realtà rappresentative dell'offerta di prestazioni con il miglior rapporto qualità-costi;
f) quantificazione della misura dell'indebitamento provinciale o comunali
Tale relazione è sottoscritta dal Presidente della provincia e dal Sindaco non oltre il novantesimo giorno antecedente la data di scadenza del mandato e, non oltre dieci giorni dopo la sottoscrizione della stessa, deve risultare certificata dall'organo di revisione dell'ente locale e trasmessa al tavolo tecnico interistituzionale istituito presso la Conferenza permanente per il coordinamento della finanza pubblica.
In caso di scioglimento anticipato del Consiglio comunale o provinciale, la sottoscrizione della relazione e la certificazione da parte degli organi di controllo interno avvengono entro quindici giorni dal provvedimento di indizione delle elezioni.
L'esposizione di molti dei dati viene riportata secondo uno schema già adottato per altri adempimenti di legge in materia per operare un raccordo tecnico e sistematico fra i vari dati ed anche nella finalità di non aggravare il carico di adempimenti degli enti.
La maggior parte delle tabelle, di seguito riportate, sono desunte dagli schemi dei certificati al bilancio ex art. 161 del tuoel e dai questionar! inviati dall'organo di revisione economico finanziario alle Sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti, ai sensi dell'articolo 1, comma 166 e seguenti della legge n. 266 del 2005. Pertanto i dati qui riportati trovano corrispondenza nei citati documenti, oltre che nella contabilità dell'ente.
Premessa
La consigliatura 2009/2014 è stata fortemente influenzata da un quadro legislativo e finanziario caratterizzato da innovazioni e incertezza: da una parte la spinta al cambiamento rispetto ad organizzazione, semplificazione e trasparenza innescata all’alba del 2009 con il Decreto Brunetta (cui poi hanno fatto seguito numerosi provvedimenti che hanno inciso profondamente sull’assetto della PA) dall’altra la forte accelerazione ai “tagli” agli enti locali (in realtà già provati da un decennio di riduzioni) che ha generato un quadro finanziario fortemente impoverito e incerto influendo negativamente sugli obiettivi di mandato.
A queste condizioni occorre aggiungere quella tutta peculiare che ha riguardato le Province, le quali, dal 2011, fanno i conti con una riforma ancora nel guado e che, proprio a causa della mancanza di un chiaro orizzonte amministrativo, istituzionale e finanziario, non sono state messe nella condizione di operare una programmazione a medio e lungo termine. Dal 2009 ad oggi abbiamo avuto a disposizione 47 milioni e 650 mila euro in meno rispetto alla consigliatura precedente. (8 milioni e 750 mila dall’Anas fondo manutenzioni; meno 14 milioni e 400 mila dall’addizionale Enel; meno 24 milioni di trasferimenti ordinari).
A questo dato vanno aggiunti gli 8 milioni di debito fuori bilancio che si registravano nel 2009. Nonostante ciò restituiamo alla comunità teramana e ai futuri amministratori un ente risanato con un taglio di circa 3 milioni di euro sui costi del personale (da 16 milioni a 13 milioni di euro) nessun debito con le imprese e una disponibilità di cassa che consente all’amministrazione di far fronte alla spesa corrente. Sul piano organizzativo sono molte le novità poste in essere: è stata eliminata la figura esterna del Direttore Generale e le relative funzioni, ritenute comunque irrinunciabili per un ente di rilevanti dimensioni, sono state attribuite al Segretario Generale; i dirigenti in pianta organica sono stati ridotti da 14 a 9 ma i dirigenti effettivamente in servizio sono 8 (di cui 1 con incarico a tempo determinato) e questo ha comportato una totale revisione della macro-struttura dell’ente con una redistribuzione significativa dei servizi.
Il Presidente
Valter Catarra